Perché Accontentarsi del Presente Quando il Futuro è lì ad un Passo?
Un progetto per chi crede nel potere dei sogni e nella magia dell'innovazione. Qui, il futuro non è solo un'idea, ma qualcosa su cui scommettere, quasi a portata di mano per essere esplorato e vissuto.
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Sono passati 21 anni da quel giorno primaverile del 1999 in cui ho potenzialmente fregato il tempo, la storia e forse, la morte. Il punto è che non ne sono sicuro per il semplice fatto che manca l'ultimo passaggio, quello scatto finale che mette in moto il meccanismo intero e che per 21 anni non ho mai voluto fare. Finora.
Non ricordo il giorno esatto della settimana ma ricordo che ero in autostrada e stavo rientrando verso casa con un viaggio di un paio d'ore, faceva caldo e la mente vagava come suo solito esplorando diversi confini dell'immaginazione, un passatempo che coltivo da sempre e che mi ha permesso di superare indenne numerose situazioni di noia quando giravo per il mondo in solitaria.
"Quel giorno in auto stavo riflettendo sulla velocità con cui la tecnologia si stava evolvendo in quegli ultimi giorni di millennio."
La dotazione naturale di un'immaginazione dopata mi ha sempre permesso di "crearmi" dei meravigliosi film mentali senza nessun aiuto esterno e quel giorno, pur partendo da considerazioni molto pragmatiche e realistiche, mi sono ritrovato a correre avanti nel tempo provando ad immaginare come sarebbe stato il mondo dopo 50 anni, o 150, o ancora 400.
A questo punto però perché non provare a pensare davvero in grande? Come avrebbe potuto essere il mondo dopo 1.000/5.000/100.000/500.000 anni? A quel punto il mio lato nerd appassionato fin da bambino di fantascienza ha preso il sopravvento.
Ed è stato in mezzo a quel palleggiare tra mondi diversi divisi da sipari onirici che mi sono ritrovato ad essere profondamente, decisamente ed incredibilmente, incazzato. Il senso di frustrazione dato dalla consapevolezza di non poter avere quelle risposte, di non poter vedere cosa sarebbe successo in tutti quei futuri, è arrivato come un calcio alle parti basse.
Il principio è tutto sommato semplice: l'incazzatura derivava dal fatto che per colpa dei limiti dati dall'aspettativa di vita media, tutto quello che sarebbe accaduto dopo, diciamo 50 anni da quel momento, io non lo avrei potuto vedere per colpa di quella fastidiosa condizione conosciuta come morte. Quindi l'unica soluzione è non morire. Come dicevo, il principio è semplice.
Ho valutato le alternative: ibernazione, fede nella resurrezione, inventare la macchina del tempo, "caricare" la propria personalità in un server. Opzioni finite. Incazzatura stabile, frustrazione fuori scala.
Ed è in quel momento quando il casello stava per essere visibile ad occhio nudo che ricordo di aver sperimentato una specie di big bang intellettuale, la famosa lampadina che si accende — la stessa che devono aver provato i grandi geni della storia, con i quali condivido a malapena il carbonio di cui siamo fatti.
In una sorta di corto circuito cognitivo mi apparve in maniera limpida, sullo schermo del pensiero, la soluzione al mio problema. Talmente assurda da essere realizzabile anche da me. Talmente banale da essere plausibile. Talmente bella nella sua pulizia da essere affascinante.
Poteva funzionare. Può funzionare. Serviva un notaio. Mi serviva un notaio. Mario il notaio, dopo una riflessione silenziosa di diversi minuti, esclamò con tono sussurrato: "…però, se hai ragione tu, ci hai fottuti tutti. Scrivilo quel testamento."
NOTA 1: il testo precedente è stato scritto nel 2020 in piena crisi COVID-19, da allora sono passati altri 4 anni e la tecnologia continua a galoppare in maniera sfrenata.
NOTA 2: compatibilmente con eventuali lacune di memoria e al netto di alcune libertà stilistiche il testo precedente è completamente reale in ogni sua parte, incluse le reazioni di Mario il notaio.
"Chiedo ai miei eredi diretti ed indiretti di trasferire questa mia ultima volontà ai loro eredi diretti ed indiretti e così via seguendo il flusso del tempo così da tramandare questa mia ultima volontà come tradizione di famiglia e fino al giorno in cui arrivi alle orecchie del futuro pronipote che si troverà a vivere in un'epoca dove sia stata inventata la macchina del tempo o altro sistema equivalente che permetta di muoversi nelle pieghe temporali. A questo pronipote chiedo semplicemente di tornare indietro a prendermi in qualsiasi momento di sua scelta."
Prendetevi del tempo, riflettete con calma come ha fatto Mario il notaio più di 20 anni fa, lasciate che si sedimenti. In fondo si tratta di una banale scommessa: io semplicemente scommetto che inventeranno la macchina del tempo.
C'è chi scommette sull'ibernazione, c'è chi scommette sulla reincarnazione, io scommetto sulla possibilità di viaggiare nel tempo. Per questo motivo ho soprannominato questa idea, da 21 anni a questa parte, "Bet to (the) future" in omaggio e citazione al famoso film che ha accompagnato la mia generazione.
L'unica cosa che non mi preoccupa è il tempo. E siccome stiamo scommettendo proprio sul tempo, chi se ne frega di quanto ce ne vuole.
// altra citazione cara alla mia generazione — ma non da solo
La Visione
Adesso ti chiedo di seguirmi in una fantasia. Proviamo ad immaginare che esista una fondazione non a scopo di lucro che abbia l'obbiettivo di durare nel tempo con una mission molto chiara:
"raccogliere e tramandare le volontà dei sognatori/scommettitori di oggi e garantire che la loro volontà venga esaudita utilizzando ogni mezzo necessario allo scopo".
Come potrebbe funzionare una fondazione di questo tipo? Potrebbe partire dalla raccolta delle adesioni degli scommettitori aspiranti viaggiatori e successivamente potrebbe occuparsi di creare delle regole basilari per "normare" i futuri viaggi. Un po' come accaduto con le leggi della robotica di Asimov.
Dovrebbe raccogliere le quote di partecipazione dei sognatori/scommettitori ed investirle in maniera sicura e a lungo termine così da creare la necessaria solidità finanziaria qualora servisse a finanziare i viaggi dei propri "soci". Se poi potesse contare sui lasciti di alcuni membri o su altre forme di raccolta finanziaria potrebbe creare un comitato etico/scientifico che avrebbe come obiettivo la selezione di ricerche e studi funzionali al progredire nel percorso di realizzazione dei viaggi nel tempo.
Continuando ad immaginare possiamo vedere una fondazione molto solida che resiste nel tempo, nei secoli e che si porta appresso il bagaglio di volontà dei propri soci, che finanzia studi e magari crea direttamente delle ricerche dedicate, possiamo vedere un intero movimento che si dipana nel tempo con lo scopo di gestire nel migliore dei modi non solo i desideri degli aspiranti viaggiatori ma anche tutte le problematiche e le complessità che si affronteranno nel tempo.
Possiamo immaginare che quando arriverà il momento sarà la fondazione stessa ad intraprendere i passi necessari per "tornare a prenderci" e poi, semplicemente la meraviglia. Dove volete andare? Futuro o passato?
Se sei un potenziale sognatore/scommettitore e vuoi provare a metterti in gioco — sei nel posto giusto.
Il ProgettoIl Progetto
La missione primaria del progetto è quella di creare un "veicolo giuridico" temporale, una sorta di nave generazionale per gli amanti della fantascienza, che provveda a raccogliere e mantenere tutte le "ultime volontà" dei soci ed investa risorse umane e finanziarie per creare i presupposti economici, etici, morali e tecnologici per ottemperare alle "ultime volontà".
FASE 01 — PRE
Vengono studiati, impostati e creati i presupposti per la creazione del progetto definitivo. Verrà creata la società operativa, il primo team di lavoro, tutti i principi e le regole, le procedure, le trasparenze e le garanzie necessarie.
FASE 02 — START
Viene creata la fondazione che raccoglierà tutte le "richieste" di chi scommette, attiverà gli strumenti finanziari necessari a sostenere se stessa per un viaggio a lunghissima scadenza, e supporterà la ricerca scientifica incluso l'utilizzo di sistemi AI.
Nella fase PRE vengono studiati, impostati e creati i presupposti per la creazione del progetto definitivo. Verrà creata la società operativa che si occuperà di tutti gli aspetti commerciali, sociali e di marketing necessari al raggiungimento degli obiettivi. Verrà creato un primo team di lavoro e verranno create tutte le regole, procedure, trasparenze e garanzie necessarie. In questa fase la raccolta finanziaria servirà a finanziare in parte il raggiungimento degli obiettivi di fase ed in parte verrà accantonata per costituire la base di partenza della fase successiva.
Nella fase START viene creato il "veicolo giuridico" — verosimilmente una fondazione — che raccoglierà tutte le "richieste" di chi scommette, attiverà gli strumenti finanziari necessari a sostenere se stessa per un viaggio a lunghissima scadenza, attiverà tutte le procedure tecnologiche necessarie a proteggere la missione, creerà i necessari comitati etico/morali e quelli scientifici. Si attiverà in maniera concreta per creare o individuare e supportare la ricerca scientifica necessaria, incluso ma non solo la creazione e l'utilizzo di sistemi AI per la risoluzione di problemi di fattibilità.
In maniera quasi paradossale chi parteciperà si troverà nella doppia posizione di Aspirante Viaggiatore del Tempo — in caso di scommessa vinta — ma anche di membro, e quindi viaggiatore del tempo fin da subito, della "Nave del Tempo Generazionale".
Di quasi tutto. Se senti che potresti far parte fondamentale del progetto portando competenze, aiuto e idee, mandaci il tuo CV con la descrizione di come vorresti entrare nel team.
Espandiamo la Visione
Immaginiamo la prima parte del viaggio della nostra Nave del Tempo Generazionale, proiettandoci nei prossimi 100 anni. In questo periodo sarà fondamentale non solo sponsorizzare e investire nella ricerca scientifica e nelle tecnologie necessarie per raggiungere l'obiettivo, ma anche diversificare gli investimenti per creare il capitale necessario a finanziare i futuri viaggi nel tempo.
Questi investimenti saranno ovviamente di tipo finanziario, ma dovranno anche riguardare risorse primarie, materie prime, e partecipazioni in società funzionali ai nostri scopi. Dovremo garantire che le volontà dei soci fondatori e di tutti gli aspiranti viaggiatori possano procedere lungo la linea temporale fino al momento giusto, proteggerci da eventi avversi come guerre, catastrofi naturali, crisi economiche, sociali e climatiche.
Non basteranno i sistemi online, Internet o il Cloud per garantire questo. Tutti i backup, le volontà, le informazioni e le risorse dovranno essere replicate, duplicate e conservate con diverse tecnologie e soluzioni. Potremmo utilizzare bunker aggiornati o soluzioni come lo "Svalbard Global Seed Vault" — la banca mondiale dei semi, una gigantesca cassaforte scavata in un ghiacciaio in Norvegia, nelle isole Svalbard, a circa mille chilometri dal Polo Nord.
Se siamo viaggiatori del tempo, iniziando questo viaggio reale verso il futuro, dobbiamo pensare in grande, in termini di "civiltà". Non vogliamo ritrovarci in un futuro distopico come in "Idiocracy". Dobbiamo contribuire, per quanto possibile, a combattere il deterioramento sociale e a evitare che questo scenario si realizzi.
A prescindere dall'esito della scommessa iniziale, viaggeremo comunque nel tempo, di persona o come lascito con un'impronta ben definita. Non facciamo proselitismo, ma aggreghiamo aspirazioni e visioni radicate nella realtà e nella quotidianità. Siamo sognatori pragmatici con il potenziale di fare qualcosa di grande e di bello, usando una scommessa come punto di partenza, niente di più.
Come "Entità" dobbiamo essere apolitici e atei (le credenze personali non sono affar nostro). Non siamo contro la religione, semplicemente non ci affidiamo alla fede. Agiamo concretamente per vincere la scommessa. Se non la vinceremo, avremo comunque creato qualcosa di positivo, lavoro, e una spinta verso il progresso.
Investendo nella scienza, vinciamo comunque.
La scienza può fare miracoli.
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